Dal suo impegno in Aism, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, alla guida di Cuore in Sardegna: Alessia, un percorso che continua nel segno della disabilità e dell’inclusione
Biografia
Dall’esperienza maturata nell’AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, alla nascita di Cuore in Sardegna, Alessia Usai, fondatrice e Presidente dell’associazione, porta avanti un impegno costante nel segno della disabilità, dell’inclusione e della costruzione di comunità più giuste e accoglienti. Un percorso che unisce volontariato, attivismo e cultura, con l’obiettivo di mettere al centro le persone, soprattutto le più fragili, e di dare voce a chi troppo spesso resta ai margini. Si tratta di un progetto culturale e civico nato ad Assemini, profondamente radicato nel territorio, che riflette la visione e la determinazione di Alessia: trasformare la cultura in uno strumento concreto di partecipazione, ascolto e cambiamento sociale.
Come nasce Cuore in Sardegna, qual è la sua mission? Possiamo dire che il vostro è un progetto culturale che esprime la sensibilità di una comunità attraverso l’inclusione delle persone più fragili?
<<Assolutamente sì. Ho sempre creduto che la vera misura della sensibilità di una persona e di una comunità risieda nell’attenzione che riserviamo a chi è più fragile. Proprio per questo, dopo molti anni di volontariato, ho deciso di fondare un’associazione che si chiama Cuore in Sardegna. Radicata nel territorio, Cuore in Sardegna nasce con l’obiettivo di portare avanti un progetto culturale e civico, mettendo al centro le persone più vulnerabili. La nostra missione è quella di creare spazi di ascolto, dialogo e comunità, in cui ciascuno possa sentirsi accolto e valorizzato. Credo profondamente che la cultura non sia solo sinonimo di bellezza, ma sia soprattutto uno strumento concreto per rigenerare il senso civico e promuovere un cambiamento autentico, che parte dal basso e si costruisce insieme>>.
Oggi sentiamo spesso parlare di inclusione, anche se non sempre in modo corretto. Secondo voi, qual è il significato autentico di questo termine e che valore assume concretamente nella vostra realtà?
<<Secondo me talvolta, il termine inclusione si adopera in maniera un po’ errata come sinonimo di compassione e assistenzialismo. In realtà, però significa riconoscere l’altro nella sua interezza. Non si tratta solo di accettare, ma di accogliere davvero, costruendo contesti in cui ogni persona possa sentirsi parte integrante di una comunità, possa esprimersi, contribuire e, soprattutto, possa scegliere liberamente. Cuore in Sardegna si assume una responsabilità condivisa affinché ogni spazio, fisico o simbolico, sia davvero inclusivo. Questo per camminare insieme, valorizzando ogni differenza come una risorsa comune>>.
Obiettivi fondamentali
Quali sono le basi per una città davvero inclusiva?
<<Per una città davvero inclusiva bisogna avere una sguardo nuovo. Potrebbe partire da un lavoro condiviso con le persone in cui non si chiede solo a posteriori, il contributo di tutti, ma si lavora insieme dalla base. Un buon punto di partenza potrebbe essere una domanda semplice ma essenziale: “Chi resta escluso da questo spazio?”
Da qui si delineano, secondo me, due obiettivi fondamentali:
- Costruire una città reale, non solo simbolica, dove l’inclusione non sia un concetto astratto, ma un’esperienza quotidiana vissuta da tutti.
- Garantire una mobilità accessibile, che consenta a ciascuno di muoversi in autonomia. Per questo, l’abbattimento delle barriere architettoniche non è un’opzione, ma una condizione imprescindibile.
Perché se una persona non è libera di muoversi nella propria città, non può davvero far parte della vita collettiva. L’inclusione comincia dalla possibilità concreta di esserci, partecipare, scegliere>>.
Ci racconti il primo anno di Cuore in Sardegna e quali saranno le prossime tappe del progetto?
<<Il primo anno è stato davvero bellissimo: abbiamo vissuto una grande partecipazione e accolto ospiti meravigliosi, con cui è stato stimolante collaborare e creare momenti autentici di condivisione. A settembre ripartiamo con il nuovo calendario degli eventi, che stiamo ultimando proprio in questi giorni. Spero di rivederci presto nel salotto letterario di Cuore in Sardegna, per continuare insieme questo percorso fatto di cultura, dialogo e comunità>>.

