Ogni mese, una ricetta tra tradizione, ingredienti locali e storie da gustare
Torta dei tre Re: un impasto di storia e speranza per augurare fortuna al nuovo anno
Editoriale di gennaio
Gennaio, in Sardegna, ha il passo lento dei riti antichi e il profumo delle feste che si chiudono senza davvero finire. È il tempo dell’EpifaniaEpifania, che nell’Isola prende il nome di Sa Pasca de is tres Reis o Pasca de sos tre Rese: un’espressione di origine catalana che racconta, già nelle parole, l’incontro tra storia, fede e identità. I Re Magi diventano protagonisti di una celebrazione che non è solo religiosa, ma profondamente comunitaria, capace di unire memoria e speranza. In alcune località, questa ricorrenza si traduce in un dolce semplice e simbolico, preparato per essere condiviso. Nell’impasto vengono nascosti una fava, un cece e un fagiolo: piccoli segni, quasi invisibili, che però racchiudono un significato potente. Chi li trova nella propria fetta è considerato fortunato per l’anno a venire, destinatario di abbondanza e buoni auspici per il grano, l’uva e le olive. È un gesto che parla di terra, di cicli agricoli e di fiducia nel futuro, quando il raccolto dipendeva dal clima ma anche dalla benevolenza del destino.
La storia della Torta dei tre Re
La Torta dei tre Re affonda le sue origini nell’antica Roma. Durante i Saturnali, una torta contenente un fagiolo, veniva condivisa per sorteggiare il “re della festa”, figura simbolica destinata a guidare i giochi e i banchetti. Con il passare dei secoli, nel Medioevo, il rito pagano fu reinterpretato in chiave cristiana e legato alla celebrazione dell’Epifania e dei Re Magi. La fava nascosta nel dolce, sostituita più tardi da una piccola statuina che incoronava re per un giorno chi la trovava nella propria fetta.
Ingredienti:
2 rotoli rotondi di pasta sfoglia, 100 gr di burro morbido, 100 gr di zucchero a velo, 2 uova intere 125 gr di mandorle da ridurre in polvere oppure farina di mandorle, 2 cucchiai di estratto di vaniglia oppure rum o cointreu 1 mandorla pelata intera, 1 tuorlo per spennellare. Preparazione: per prima cosa srotolate delicatamente i due rotoli di pasta sfoglia, facendo attenzione a non creare crepe. Con uno stampo da 20–22 cm ricavate due dischi. Pennellate il bordo di uno dei cerchi (circa 1 cm) con il tuorlo d’uovo sbattuto. Preparate la crema frangipane: lavorate il burro morbido con lo zucchero a velo e la vaniglia fino a ottenere una crema chiara e soffice. Aggiungete le uova, una alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta, fino a ottenere un composto spumoso. Incorporate infine la farina di mandorle con una spatola: dovrete ottenere una crema densa e facilmente spalmabile. Distribuite la crema frangipane al centro del disco di pasta sfoglia, lasciando libero il bordo. Inserite una mandorla intera (come da tradizione) e coprite con il secondo disco di pasta sfoglia. Sigillate accuratamente i bordi premendo con le dita, poi rifiniteli incidendoli leggermente con un coltello. Bucate la superficie in più punti con uno stuzzicadenti per far fuoriuscire il vapore e riponete la galette in frigorifero per 40 minuti. Nel frattempo preriscaldate il forno statico a 200°C. Cuocete la galette a 200°C per circa 20–25 minuti, finché risulterà ben dorata. Durante la cottura dovrà gonfiarsi e diventare lucida in superficie.

