Il contesto

Nato l’11 maggio 1932 a Voghera, sotto il segno del Toro, Valentino GaravaniValentino Garavani sembrava destinato fin dall’inizio a un’idea di grandezza fuori scala. Dopo la formazione e gli esordi, il primo vero spartiacque arriva nel 1962: nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, a Firenze, Valentino presenta la collezione che lo consacra definitivamente. È il bianco, prima ancora del rosso che porterà il suo nome, a imporsi come cifra stilistica di una couture destinata a entrare nella storia. Negli anni Sessanta e Settanta Valentino diventa, insieme a Yves Saint Laurent e Karl Lagerfeld, uno dei grandi deus ex machina dell’alta moda internazionale. Decide di sfilare a Parigi, capitale simbolica del fashion system, ma Roma resta il suo centro di gravità permanente: prima l’atelier di via Condotti, poi quello iconico di Piazza Mignanelli, cuore pulsante di una maison che incarna lusso, disciplina e visione. È qui che prende forma il mito del “couturier par excellence”, colui che non si è mai definito semplicemente stilista ma creatore di bellezza: <<Ho sempre desiderato rendere belle le donne», ripeteva. Con il passare dei decenni, Valentino diventa più di un nome: è un’icona assoluta, una personalità larger than life. “Il Vittorioso”, come lo ribattezza Time, è l’ultimo imperatore della moda, l’unico a vantare un primato che parla da sé: almeno otto star hanno ritirato un Oscar indossando una sua creazione. Dopo il ritiro dalle scene, il marchio continua a vivere e a rinnovarsi: prima sotto la direzione creativa di Pierpaolo Piccioli, poi di Alessandro Michele. Anche oggi, con la maison di proprietà del gruppo Mayhoola for Investments, Roma resta il quartier generale simbolico e reale di un impero. Oggi che Valentino se n’è andato, resta una certezza: dopo di lui, il diluvio. Non esiste un Valentino dopo Valentino. La moda, semplicemente, non sarà più la stessa.   

Il punto

Valentino non ha mai inseguito le mode: le ha governate. Creatore più che stilista, ha costruito un’idea assoluta di bellezza fatta di rigore, eleganza e visione, trasformando il suo nome in un mito senza tempo. Amato dalle star, rispettato dai colleghi, temuto dal conformismo, è stato l’ultimo vero imperatore della couture. Con lui si chiude un capitolo irripetibile: dopo Valentino, la moda perde il suo sovrano.

By Isabella Murgia

Giornalista pubblicista, laureata in Filosofia, con sede a Cagliari. Fondatrice de "La Voce dei Protagonisti"

2 thoughts on “Valentino Garavani, il couturier assoluto”
  1. Articolo emozionante, va rivivere in maniera breve ma intensa, quella che è stata la storia del grande imperatore della moda.
    Un articolo che fa sognare, che ti rende quasi partecipe di quella che è stata la fantastica vita di una persona, che non era costruita dalla moda, ma che la moda l’ha costruita.

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