Dopo nove anni si chiude una delle storie più intense del calcio italiano recente: Leonardo Pavoletti dice addio al calcio giocato e saluta i suoi tifosi nel suo stile, con il cuore prima delle parole. La salvezza conquistata ha fatto da ultimo capitolo a un’avventura iniziata nel 2017 e diventata, stagione dopo stagione, qualcosa di molto più profondo di un semplice rapporto tra un attaccante e la sua squadra. Nel suo saluto ai tifosi, Pavoletti ha scelto la sincerità: «da quando mi sono fatto male, da quando ho giocato meno, ho segnato meno, il vostro amore è aumentato sempre di più». Parole che raccontano perfettamente il legame costruito con un popolo che non lo ha mai giudicato soltanto per i gol. Perché Pavoletti, a Cagliari, è stato leadership, sacrificio, appartenenza. Un simbolo capace di incarnare lo spirito combattivo dell’Isola anche nei periodi più complicati, dagli infortuni alle rincorse salvezza.
Il punto
Un addioAddio al calcio giocatoCalcio giocato quello di PavolettiPavoletti che sa di gratitudine e appartenenza, quello di un giocatore diventato simbolo dell’Isola ben oltre i numeri e le reti segnate.

