“Vintage. Rock e dintorni nella Sassari degli anni ’80”: la stagione d’oro della città raccontata da Riccardo Frau
Riccardo Frau, scrittore e avvocato sassarese, firma con “Vintage. Rock e dintorni nella Sassari degli anni ’80”, un saggio che è insieme racconto, memoria e atto d’amore per la sua città. Un libro che restituisce voce e dignità storica a una stagione irripetibile, quando Sassari, nel pieno del suo splendore economico e creativo, si trasformò in un autentico laboratorio musicale e culturale. Tra il 1980 e il 1989, la città turritana fu attraversata da un fermento straordinario: band, locali, personaggi e linguaggi nuovi che diedero forma a una scena viva, originale, capace di incidere profondamente sull’identità urbana. Frau ricostruisce quell’epoca attraverso i suoi protagonisti e i luoghi simbolo, raccontando non solo una musica, ma un modo di stare al mondo, una comunità in evoluzione, una città che cambiava pelle. Il suo percorso narrativo nasce dall’urgenza di salvare memorie che rischiavano di andare perdute, intrecciando rigore storico e partecipazione emotiva. Ne emerge una voce autorevole e appassionata, che fa dialogare passato e presente, cronaca e sentimento, offrendo al lettore un affresco vivido e coinvolgente di una Sassari che ha saputo essere centro di creatività, libertà e visione.
Come nasce il tuo percorso narrativo nel raccontare Sassari, dagli aviatori alle note rock, e cosa guida la scelta delle diverse prospettive con cui ne rappresenti l’anima?
<<La decisione di intraprendere questo lavoro nasce da due episodi. Da un lato, ho sempre coltivato il desiderio di scrivere un saggio a tema musicale, avendo suonato in uno dei primissimi gruppi rock della città. Dall’altro, il ritrovamento fortuito di una scatola di materiali conservati negli anni ’80, di cui mi ero completamente dimenticato, riemersa quarant’anni dopo, per di più in concomitanza con il periodo del Covid. Il grande silenzio calato durante la pandemia mi ha offerto l’opportunità, la tranquillità e la concentrazione necessarie per dare forma a quest’opera. Quanto alle prospettive che ho maturato nel corso di questo lavoro, la tecnica adottata è quella del testimone narrante: utilizzando come pretesto e punto di partenza la mia partecipazione alle vicende del rock cittadino, ho scelto di raccontare una storia più ampia e significativa. Il mio intento è stato quello di restituire il decennio più fluido, dal punto di vista culturale ed economico, vissuto dalla città di Sassari. Man mano che procedevo nella ricerca e nella scrittura, mi sono infatti reso conto dell’assenza di una testimonianza capace di raccontare in modo adeguato quel periodo>>.
L’origine di Vintage. Rock e dintorni nella Sassari degli anni ’80
Quali motivazioni ti hanno spinto, a raccontare, per la prima volta, in Vintage. Rock e dintorni nella Sassari degli anni ’80, quella stagione irripetibile che fece di Sassari un laboratorio del rock e quali radici personali e culturali sono all’origine dell’opera?
<<Quando si scrive un saggio storico che riguarda un periodo vissuto in prima persona, soprattutto gli anni della giovinezza, è necessario evitare le trappole della memoria, naturalmente inclini a idealizzare il tempo in cui si era ragazzi, ventenni, quando tutto appare più bello, luminoso e spensierato. A guidarmi in questo senso è stato innanzitutto un articolo del giornalista Pasquale Porcu, che ho successivamente ripreso, poiché descriveva con lucidità una particolare fioritura di eventi culturali, tale da dimostrare come quello fosse effettivamente un decennio di grande vitalità. Cito, a questo proposito, un episodio che considero emblematico: il 18 agosto 1987 gli Spandau Ballet decisero di chiudere il loro tour mondiale all’Acquedotto di Sassari. Un evento di tale portata testimonia in modo inequivocabile come la città turritana stesse attraversando un momento particolarmente virtuoso della propria storia culturale>>.
In che modo scegli di descrivere la città turritana degli anni ottanta, tra fermento musicale, protagonisti della scena locale, al suo massimo splendore economico e culturale?
<<Fu un’epoca particolarmente densa di avvenimenti, caratterizzata da uno stretto legame tra l’amministrazione locale e il movimento rock giovanile. Era anche un periodo in cui si avvertiva una maggiore propensione al rischio e alla sperimentazione. In questo contesto si colloca un evento significativo: il concerto ospitato al Teatro Verdi con un contenuto che si chiamava Musica, musica ’83, un’iniziativa rivolta ai giovani musicisti che, con varie edizioni, si sarebbe poi ripetuta per gran parte degli anni ’80. Per diversi anni questa esperienza proseguì, dando vita a un punto di contatto concreto e duraturo tra le istituzioni cittadine e la comunità giovanile. Più precisamente, si trattò di un esperimento culturale che si sviluppò nell’arco di cinque o sei anni, contribuendo in modo significativo alla vitalità del panorama musicale locale>>.

