“Nel mondo di Giacomo”: “la memoria che salva una comunità”

Pino Ledda, voce narrante di “Nel mondo di Giacomo”, il suo ultimo lavoro, nasce ad Ales nel 1958. Genealogista, storico e ricercatore, è noto per aver studiato e portato alla luce l’eccezionale fenomeno della longevità nella comunità di Seulo. Spinto da una forte curiosità e da un profondo legame con il territorio, Ledda ha scelto di rendere omaggio al dottor Giacomo Murgia, nato a Seulo il 13 agosto 1913: un uomo umile tra gli umili, di poche parole ma di fatti concreti, capace di lasciare un segno profondo nella vita della sua comunità. “Nel mondo di Giacomo”, attraverso la voce narrante dello stesso Ledda, accompagna il pubblico alla scoperta di un volto forse poco conosciuto del medico seulese. Il racconto prende forma grazie a poesie, lettere inedite e alle testimonianze di parenti e amici, che ricompongono il mosaico di una vita intensa: quella del bambino, del ragazzo, del medico, dell’uomo, del padre, del marito e del nonno. Tra le pagine più intime emergono le sue poesie, nelle quali si rivela un profondo e delicato inno d’amore per Maria, “la donna gentile e determinata” che lo ha accompagnato per tutta la vita. Un viaggio nella memoria che restituisce alla comunità di Seulo, e non solo, la storia autentica di un uomo straordinario nella sua semplicità.

Nel tuo lavoro di genealogista e ricercatore hai incontrato molte storie: cosa rende quella del dottor Giacomo Murgia così speciale?

<< La sua storia non è speciale, bensì straordinaria. Sono arrivato a Seulo seguendo un progetto di ricerca. Il nome del dottor Giacomo Murgia, però, aveva già iniziato a farsi strada. L’ho sentito pronunciare per la prima volta da Michael Poulain con una semplice domanda: “Lo conosci?”. Poco dopo mi inviò uno stralcio della tesi pubblicata dal professor Luigi Castaldi. Bastò quello per accendere la curiosità. Da lì, il percorso ha preso una piega imprevedibile fino a un ritrovamento decisivo: il suo archivio privato. È lì che la storia ha iniziato davvero a prendere forma. Quella di Murgia non è solo una vicenda individuale. È un intreccio di memoria, territorio e coincidenze che sembrano destino. Ed è proprio da qui che vale la pena partire>>.

Quanto è stato importante il contributo dei familiari e degli amici nel ricostruire il mosaico della sua vita?

<<Il contributo dei familiari, e soprattutto di alcuni amici che lo hanno conosciuto da vicino, è stato decisivo. Non tanto per ricostruire i fatti, quanto per restituire la dimensione più autentica dell’uomo e ciò che l’ha caratterizzatto, la sua attività politica, di cui avevo pochissimi elementi di valutazione. Ha iniziato a delinearsi con maggiore chiarezza, rivelando sfumature che da sole le carte non avrebbero saputo raccontare. È in questo intreccio tra memoria diretta e ricostruzione storica che la sua figura prende davvero forma e mostra tutta la sua complessità>>.

Se dovessi descrivere il dottor Murgia con tre parole, quali sceglieresti?

<<Ne basterebbe solo uno a definire la statura del Dottor Giacomo Murgia: straordinario. In una comunità come Seulo, ha aperto la strada a un valore decisivo, la cultura, lasciando un segno destinato a durare nel tempo. Ha inciso un solco profondo, orientando in modo determinante l’identità culturale del paese, in un’epoca in cui nulla di tutto questo era scontato. Ed è proprio qui che si misura la portata del suo lascito>>.

Quanto conta preservare la memoria di figure come lui per l’identità di un paese?

<<Ogni comunità dovrebbe riconoscere e custodire le figure che ne hanno accresciuto il prestigio. A Seulo, questo ruolo porta il nome del dottor Giacomo Murgia, una presenza ancora viva nella memoria collettiva, ricordata con rispetto e affetto. La sua eredità continua a parlare al paese. È da questa consapevolezza che nasce il mio libro, “Seulo, nel mondo di Giacomo”: un racconto che non appartiene solo a chi vi è nato, ma anche a chi, come me, ha scelto questo luogo come parte della propria vita. Più che un omaggio, è un gesto di riconoscenza. E insieme, una proposta concreta: dedicargli uno spazio pubblico, una via o una piazza, perché il suo nome resti intrecciato, ogni giorno, alla vita della comunità>>.

Che cosa speri rimanga nel pubblico dopo aver letto “Nel mondo di Giacomo”?

<<Ripartire da Giacomo in un tempo segnato da fragilità e smarrimento, sono venuti meno molti dei riferimenti che hanno tenuto insieme intere generazioni: il vicinato, la chiesa, l’oratorio, la scuola. Quando questi legami si allentano, anche il tessuto della comunità rischia di sfilacciarsi. È in questo contesto che la figura di Giacomo torna ad assumere un significato concreto. Ripartire da lui significa rimettere al centro la cultura come motore di crescita individuale e collettiva, il valore che ha segnato il suo percorso e ne ha costruito l’eredità. Non si tratta di nostalgia, ma di prospettiva: il suo esempio indica una direzione, soprattutto per i più giovani. Una traccia chiara, che dimostra come l’impegno culturale possa ancora essere uno strumento decisivo per dare forma al futuro>>.



By Isabella Murgia

Giornalista pubblicista, laureata in Filosofia, con sede a Cagliari. Fondatrice de "La Voce dei Protagonisti"

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