“A Un’Orrosa Stimada”: una storia d’amore che racconta Seulo e rilancia “S’Orrosa e Padenti”

Seulo riscopre il passato con la web serie “A Un’Orrosa Stimada”: amore, tradizioni e peonie selvatiche per raccontare il territorio. Un racconto d’amore ambientato nel passato diventa l’occasione per promuovere uno dei territori più autentici della Sardegna e la sua festa più attesa. È questa l’idea alla base di “A Un’Orrosa Stimada”, la web serie ideata da Angelica Murgia, pensata per accompagnare il pubblico verso “S’orrosa e Padenti”. Ovvero la celebrazione dedicata alla peonia selvatica in programma a Seulo il 18 e 19 aprile. La serie, articolata in sette episodi, racconta una storia d’amore d’altri tempi. I due protagonisti dovranno affrontare prove e difficoltà che la vita mette loro davanti prima di poter vivere pienamente il loro sentimento. Una trama semplice ma intensa, costruita per intrecciare emozioni, memoria e identità del territorio. A rendere ancora più autentico il progetto è il forte coinvolgimento della comunità locale. Gli attori sono in gran parte giovani del paese, che hanno scelto di mettersi in gioco per dare vita a una narrazione radicata nella storia e nelle tradizioni. Le riprese sono state realizzate proprio nel territorio seulese. Questo tra ovili messi a disposizione dai pastori e antiche abitazioni rimaste quasi intatte nel tempo, con arredi che restituiscono l’atmosfera della vita di un tempo. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla ricostruzione degli abiti d’epoca e al rito di “Sa coia antiga”, l’antico matrimonio tradizionale. Uno studio accurato, reso possibile grazie alle testimonianze degli anziani e all’analisi di fonti iconografiche, che ha permesso di restituire con grande fedeltà usi e costumi del passato. “A Un’Orrosa Stimada” si propone non solo come una storia da seguire episodio dopo episodio. Bensì come un modo originale e coinvolgente per valorizzare il patrimonio culturale di Seulo, accompagnando il pubblico alla scoperta del paese proprio nei giorni della festa dedicata alla peonia selvatica. Una narrazione che unisce memoria, paesaggio e comunità, trasformando una tradizione locale in racconto condiviso. Tra le principali novità dell’edizione di quest’anno c’è uno spazio interamente dedicato alla web serie, pensato per trasformare la visione in un’esperienza immersiva. Durante le due giornate sarà infatti allestito uno stand con proiezioni degli episodi a cadenza oraria, così da offrire a tutti i visitatori la possibilità di scoprire “A Un’Orrosa Stimada” in qualsiasi momento. Non solo visione: lo stand diventa anche un punto di incontro e di racconto, con l’esposizione degli oggetti di scena utilizzati nella serie. Un’occasione per entrare ancora di più nel cuore del progetto, soddisfare curiosità e approfondire i retroscena della produzione, rafforzando il legame tra narrazione e territorio.

Come nasce l’idea della web serie “A Un’Orrosa Stimada”? Perché hai scelto proprio una storia d’amore per raccontare Seulo e la festa di “S’orrosa e Padenti”?

<<L’idea nasce dalla volontà di rinnovare il modo di promuovere la maifestazione di “S’Orrosa e Padenti”, che sarà, sabato 18 e domenica 19 aprile, a Seulo. Inizialmente avevamo pensato a una comunicazione più tradizionale, come spesso accade per le feste in Sardegna. Poi ci siamo chiesti come poter fare qualcosa di diverso, capace di coinvolgere soprattutto i giovani del paese. Da qui è nata la scelta di puntare su una web serie, costruita come una sorta di telenovela spagnola. Un racconto a episodi, pensato per creare attesa e affezione nel pubblico. Attraverso sette puntate, accompagniamo gli spettatori dentro la storia e l’atmosfera della festa della peonia di montagna, facendo emergere in modo narrativo i suoi elementi più autentici. L’obiettivo è duplice: da un lato aumentare la notorietà della festa, dall’altro trasformare la promozione in un’esperienza coinvolgente, capace di far appassionare le persone e di avvicinarle, episodio dopo episodio, all’evento>>.

La serie coinvolge molti giovani del paese come attori: che tipo di esperienza è stata lavorare con loro? Quanto è stato importante il contributo della comunità locale?

<<Il contributo della comunità locale è stato centrale, quasi imprescindibile. A Seulo la collaborazione è sacra, una vera e propria condizione di partenza: senza questo spirito condiviso sarebbe impossibile costruire qualcosa di autentico e coinvolgente, come accade da sempre per le iniziative del paese. In questo progetto, i giovani hanno avuto un ruolo decisivo. Hanno aderito con entusiasmo fin da subito, partecipando con costanza alle riprese e dimostrando un impegno raro. Nessuno si è tirato indietro: ognuno ha contribuito in modo concreto alla riuscita della web serie. Oltre al risultato creativo, resta anche un importante valore umano. Il progetto ha rafforzato legami già esistenti e ne ha creati di nuovi, consolidando un senso di comunità profondo. Un segnale chiaro di quanto le nuove generazioni siano, oggi come in passato, fortemente legate al proprio territorio e pronte a investire energie per valorizzarlo>>.

Avete dedicato grande attenzione alla ricostruzione degli abiti d’epoca e al rito di “Sa coia antiga”: come si è svolto il lavoro di ricerca tra racconti degli anziani e fonti iconografiche?

<<I giovani sono stati fondamentali, ma altrettanto decisivo è stato il contributo dell’intera comunità. Il progetto si è trasformato in un vero lavoro collettivo di ricostruzione della memoria: un percorso necessario per raccontare in modo autentico il passato, la tradizione e, in definitiva, l’identità del paese. Nonne, nonni, famiglie e vicini di casa hanno messo a disposizione ricordi, saperi e dettagli preziosi, aiutando a ricostruire usi e costumi, modi di dire e atmosfere di un tempo. Un patrimonio che ha dato profondità e credibilità al racconto. Coinvolgere tutte le generazioni era una scelta precisa. In un paese simbolo di longevità come Seulo, ci è sembrato naturale rendere protagonisti anche i più anziani, creando un dialogo tra passato e presente>>.

Qual è il messaggio che speri arrivi al pubblico attraverso questa web serie? Che invito vuoi rivolgere a chi scoprirà Seulo durante la festa del 18 e 19 aprile?

<<Abbiamo scelto di puntare sulla novità che i visitatori potranno scoprire solo vivendo Seulo in prima persona. Non si tratta della classica manifestazione enogastronomica, ma di un’esperienza costruita attorno alla nostra identità più autentica. Chi arriverà troverà una realtà che ha saputo rinnovarsi senza perdere le proprie radici: la tradizione resta il cuore dell’evento, insieme a ciò che da sempre ci contraddistingue, l’ospitalità. È un invito a scoprire un evento diverso, capace di coniugare innovazione e autenticità, dove ogni elemento, dal racconto alla partecipazione della comunità, contribuisce a offrire un’esperienza più profonda e coinvolgente>>.

By Isabella Murgia

Giornalista pubblicista, laureata in Filosofia, con sede a Cagliari. Fondatrice de "La Voce dei Protagonisti"

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