Se la vittoria ufficiale della 76ª edizione del Festival di Sanremo porta il nome di Sal Da Vinci, il cuore del Festival batte per Serena Brancale, “la vincitrice morale”. La sua “Qui con me”, ballata soul dedicata alla madre scomparsa nel 2020,  uno dei momenti più autentici dell’intera kermesse. Fin dalla prima serata, la Brancale ha scelto la via della delicatezza: nessuna retorica, solo la naturalezza di chi sa trasformare il dolore in musica. Un’esibizione elegante e vulnerabile allo stesso tempo, capace di raccontare come la perdita di un genitore cambi per sempre lo sguardo sul mondo, fino a ritrovarsi e a ripetere gesti e parole senza accorgersene. Nella finale di sabato 28 febbraio, il tributo più toccante: sul palco dell’ Ariston, ha indossato un vestito della madre. Un gesto semplice, ma potentissimo. A suggellare l’emozione, il conferimento del Premio Lunezia per Sanremo 2026, riconoscimento dedicato al valore letterario del testo. Una consacrazione che premia una storia di amore, memoria e unione familiare.

Il punto: la forza gentile di “Qui con me”

Serena Brancale,Serena Brancale con  “Qui con meQui con me“,  ha trasformato il dolore in un racconto fatto di gesti ereditati e amore che resiste al tempo. Senza retorica, solo autenticità: dalla scelta di indossare in finale un abito della madre fino al conferimento del Premio Lunezia per Sanremo 2026Premio Lunezia Sanremo 2026, Brancale si afferma come la vera vincitrice morale, capace di parlare a tutti attraverso la forza gentile della sua musica.

By Isabella Murgia

Giornalista pubblicista, laureata in Filosofia, con sede a Cagliari. Fondatrice de "La Voce dei Protagonisti"

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