Così definisce la sua arte: «Mi sento come un pastello rotto, ma capace di colorare emozioni»

Nata e cresciuta a Cagliari, Roberta Spina, 38 anni, un’artista figurativa contemporanea che trasforma l’emozione in linguaggio visivo e la coscienza civile in gesto pittorico. Fin da bambina osserva il mondo con uno sguardo capace di andare “oltre”: oltre le apparenze, oltre il colore, oltre la superficie. Quella curiosità diventa cifra stilistica. La sua pittura, intensa e simbolica, unisce volti, mani, parole e natura in composizioni che parlano di connessione, memoria e responsabilità collettiva. Per Roberta l’arte non nasce da un’idea fredda, ma da un’urgenza. Quando un’emozione la attraversa, si trasforma in necessità espressiva: l’opera prende forma come un dialogo tra interiorità e tela, tra impulso e riflessione. È in quell’istante che il colore diventa voce. Così racconta l’essenza della sua arte: «Mi sento come un pastello rotto, ma che ha sempre la capacità di colorare. In molti casi tendo a colorare le emozioni delle persone che, conoscendole, mi colpiscono in qualche modo. Non lo faccio pensando di partire da una tela o un foglio bianco, ma dal colore di base delle sensazioni che quella persona mi trasmette. Infatti molte delle mie opere parlano di sentimenti». Tra i lavori più rappresentativi, l’acrilico “Empatia”, dove due mani si cercano e si uniscono tra fiori e parole. In un tempo segnato da conflitti e frammentazioni, propone l’empatia come gesto rivoluzionario. Forte è anche il suo impegno civile. Il dipinto dedicato ai volti sorridenti di Paolo Borsellino ed Emanuela Loi, donato al Centro Studi Paolo e Rita Borsellino durante l’iniziativa “La Rotta Mediterranea della Legalità”, un messaggio potente rivolto alle nuove generazioni: <<il coraggio può sorridere, la legalità può essere luce, la memoria può diventare futuro>>. Accanto alla sua attività artistica, ha fondato “Sardegna Creativa” insieme agli altri due soci fondatori, Ileana Piga e Francesco Ciaramella. Rappresenta un’associazione nata come laboratorio di idee: uno spazio che valorizza i talenti e crea ponti tra artisti, scuole e comunità.

Com’è crescere a Cagliari e trasformare, fin dall’infanzia, quella curiosità di guardare “oltre” in una cifra stilistica capace oggi di distinguerti nel panorama delle arti figurative contemporanee?

<<A Cagliari, come in gran parte della Sardegna, è facile restare in una sorta di bolla creativa, con poche contaminazioni esterne. Da un lato questo può essere un vantaggio: permette agli artisti di esprimere con maggiore libertà la propria creatività. Dall’altro, però, l’insularità porta con sé alcune difficoltà. Nel mondo dell’arte, per esempio, non è sempre semplice entrare in contatto con altri artisti con cui collaborare. Per questo spesso diventa necessario uscire dall’Isola e confrontarsi con altri contesti>>. In particolare, racconta: <<ho lavorato soprattutto a Milano, dove ho avuto l’opportunità di sviluppare numerose collaborazioni nel mondo dell’arte>>.


Quando l’emozione diventa urgenza creativa, cosa accade davvero nell’istante in cui nasce un’opera? Ti lasci guidare da ciò che ti circonda?

<<Lavoro molto attraverso l’empatia. Sono fatta così: osservo attentamente e non mi lascio influenzare dal giudizio altrui. Mi piace andare a fondo nell’animo delle persone e, nella mia arte, trasferisco su tela ciò che ciascuno mi comunica. Al tempo stesso, alcune opere nascono da riflessioni personali, intime e del tutto mie>>.

Nell’ acrilico “Empatia”, rappresenti due mani che si uniscono tra fiori e parole: in un tempo segnato da divisioni e conflitti, può l’empatia diventare il gesto rivoluzionario capace di ricucire le distanze?

<<Nasciamo con l’empatia. Basta osservare un bambino: con la sua innocenza e semplicità riesce a cogliere immediatamente le emozioni altrui. Crescendo, questa capacità spesso si affievolisce. Per quanto mi riguarda, è come se nella mia mente avessi lasciato aperta la porta della mia cameretta d’infanzia. Ogni tanto vi faccio ritorno, coltivando quel lato infantile che mi appartiene ancora profondamente>>.

Con il dipinto sui volti sorridenti di Paolo Borsellino ed Emanuela Loi, donato al Centro studi Paolo e Rita Borsellino durante “La Rotta Mediterranea della Legalità”, quale segno concreto di coraggio e speranza hai voluto consegnare alle nuove generazioni?

<<Il coraggio di seguire le proprie idee e i propri valori, senza lasciarsi sopraffare dalla paura. Il coraggio di essere se stessi>>.

Cosa vi ha ispirato a fondare “Sardegna Creativa”, insieme agli altri due soci fondatori: Ileana Piga e Francesco Ciaramella?

<<Siamo tre soci fondatori: io, Ileana Piga e Francesco Ciaramella. Ileana è la presidente dell’associazione, mentre Francesco, è unappassionato d’arte e anche un collezionista. L’elemento che ci unisce è l’amore per la creatività e la visione di una Sardegna protagonista nel panorama culturale internazionale, da valorizzare attraverso collaborazioni e eventi significativi che elevano il nostro patrimonio artistico>>.

By Isabella Murgia

Giornalista pubblicista, laureata in Filosofia, con sede a Cagliari. Fondatrice de "La Voce dei Protagonisti"

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