A luglio, il Maestro farà ritorno a Cagliari per una nuova, attesa lezione insieme al “popolo cagliaritano dello yoga”
Biografia
Amadio Bianchi, 58 anni di insegnamento nello Yoga e 50 nell’Ayurveda. Nel gennaio 2014, durante una prestigiosa Conferenza Internazionale tenutasi a Dubai, alla presenza di numerose personalità di rilievo mondiale, gli è stato conferito il titolo di Ambasciatore dello Yoga e dell’Ayurveda. La sua attività si estende in tutto il mondo: tiene corsi in Italia, India, Grecia, Francia, Lettonia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Croazia, Portogallo, Argentina, Romania, Polonia, Brasile, Bulgaria, Germania, Lituania e Thailandia.
Maestro, insegna Yoga da 58 anni e Ayurveda da 50, come si è avvicinato a queste due realtà?
<<Mi sono avvicinato allo Yoga inizialmente per motivi personali. A ventitré anni e mezzo mi hanno prospettato un possibile sospetto di leucemia. Sono partito intorno ai sedici anni, con una forma piuttosto grave di anemia, che col tempo si è aggravata sempre di più, fino ad arrivare a quella diagnosi preoccupante. Nel mio percorso di ricerca per stare meglio, mi sono imbattuto nello Yoga: prima attraverso i libri, poi grazie all’incontro con alcune persone sono passato alla pratica. All’inizio, quindi, era un interesse personale, una necessità. Ma quando ho cominciato a stare meglio, ho sentito il desiderio di mettermi al servizio di questa disciplina. Perché lo Yoga, davvero, può aiutare chiunque, a qualsiasi età, in qualunque condizione. È uno strumento potente e accessibile, capace di offrire sollievo, equilibrio e consapevolezza a tutti>>.
Esiste una relazione tra lo Yoga e l’Ayurveda?
<<Sono due discipline profondamente connesse, due facce della stessa medaglia. Lo Yoga si concentra su una ricerca più metafisica: mira a unire la dimensione fisica con quella interiore. L’Ayurveda, invece, offre gli strumenti per creare le condizioni ideali affinché una persona possa intraprendere quel percorso di ricerca interiore. In altre parole, mentre lo Yoga lavora sull’evoluzione della coscienza, l’Ayurveda si prende cura dell’equilibrio del corpo e della mente, preparando il terreno per una pratica più profonda e consapevole>>.
Quali sono gli obiettivi dello Yoga e dell’Ayurveda?
<<Gli obiettivi di queste pratiche si ritrovano racchiusi in una parola sanscrita dal significato profondo: mokṣa. Questo termine significa “liberazione”, una liberazione che può avvenire su diversi livelli: dal disagio, dalle difficoltà quotidiane, dai disturbi, anche in senso medico. Solo liberandosi da questi pesi si può davvero accedere alla conoscenza del proprio Sé interiore. Parliamo di una realtà interiore che la nostra civiltà, nel tempo, ha in gran parte dimenticato. Eppure, noi esseri umani siamo costituiti da una dimensione fisica e una non fisica. Questo non è solo un principio della tradizione indiana: anche Ippocrate affermava che l’essere umano è un’unità fatta di corpo, mente e spirito. Riscoprire questa verità è il primo passo verso una vita più consapevole e completa>>.
Quando è previsto il prossimo appuntamento a Terramaini, a Cagliari?
<<Iniziamo proprio il primo luglio e le lezioni si terranno ogni martedì e giovedì per tutta l’estate, fino alla fine di agosto. Siamo arrivati al sedicesimo anno di questa attività, ed è davvero qualcosa di meraviglioso, una vera e propria festa dello Yoga. Pensa che, prima della pandemia, arrivavamo a contare fino a 500 partecipanti durante le lezioni. Lo scorso anno eravamo in 380: un numero ancora molto significativo, che dimostra quanto sia viva e sentita questa esperienza>>.
Che caratteristiche ha, secondo lei, la comunità yogica di Cagliari? Ha in programma altre tappe sul territorio sardo?
<<Sì, sono profondamente affezionato alla Sardegna. Vengo a Cagliari da oltre vent’anni, ma tutto è iniziato a Sassari. Oltre a tenere corsi, mi occupo anche della formazione di nuovi insegnanti. Tra le varie attività, c’è questo appuntamento a cui tengo moltissimo ed è completamente gratuito. Lo considero un gesto doveroso verso questa terra e la sua gente, che mi ha accolto fin dal primo momento con un affetto straordinario. È un modo per restituire, con gratitudine, ciò che ho ricevuto: offrire un’opportunità di condivisione e crescita a chiunque voglia avvicinarsi allo Yoga>>.

